Ciascun essere umano nasce principe o principessa, poi le prime esperienze convincono alcuni di essi di essere dei ranocchi. Esistono due tipi di obiettivi terapeutici: Il primo è ottenere una cosa chiamata “miglioramento” o “progresso”, il che significa far stare meglio il ranocchio; il secondo tende al curare o al guarire, che significa togliersi la pelle del ranocchio per riprendere lo sviluppo interrotto del principe o della principessa.

Eric Berne

Ogni psicologo ha un suo particolare approccio che deriva dal percorso formativo che ha intrapreso, dalle sue caratteristiche personali, dalle sue idee riguardo la natura umana e sulle condizioni utili per la promozione del benessere.

Ritengo utile descrivere il metodo che utilizzo in quanto chi legge può farsi un’idea rispetto al modo in cui lavoro e comprendere se risulta “nelle proprie corde”.

Parto dal presupposto che le difficoltà che vengono vissute oggi, spesso, sono il frutto di apprendimenti precoci avvenuti con le figure significative della propria infanzia. Durante gli incontri un obiettivo è quello di capire l’origine e i motivi di alcuni blocchi emotivi, per adottare strategie più funzionali e utili ad affrontare la quotidianità.

1. Ogni persona è fondamentalmente OK

Ogni individuo è considerato intrinsecamente valido e degno di rispetto, indipendentemente dal suo comportamento passato o dalle sue difficoltà. In altre parole, la persona, anche quando si trova in difficoltà o agisce in modo disfunzionale, è comunque “OK” come essere umano.

2. Ogni persona è responsabile delle proprie decisioni e scelte

Anche se ogni persona è influenzata dalle proprie esperienze passate, è comunque possibile cambiare i propri schemi di comportamento. questo assunto restituisce potere sui propri pensieri e responsabilità decisionale sulla propria vita e sulle proprie scelte. Il cambiamento è possibile in ogni momento della vita, attraverso il riconoscimento e la modifica di vecchi schemi.

3. L’importanza del “contratto terapeutico”

È indispensabile che si crei un processo collaborativo tra il terapeuta e il paziente, in cui venga definito un “contratto terapeutico”. 

Il contratto è un accordo, esplicito e consapevole, che stabilisce le aspettative e gli obiettivi del percorso terapeutico. Questo metodo favorisce una relazione trasparente e responsabile, e consente la verifica dell’efficacia degli interventi.

Per me è fondamentale che la consulenza sia efficace, in modo che le persone con cui lavoro raggiungano i loro obiettivi e acquisiscano la capacità di proseguire il loro cammino in piena autonomia.

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